racconti

Inutile, Anna non riusciva a trovare la chiave. Quel maledetto file era vecchio, il supporto hardware addirittura preistorico. Avrebbe dovuto farcela in due ore. Invece erano due giorni e Ash le stava col fiato sul collo. Un fiato che puzzava d’alcol, peraltro.


La città era pervasa da uno stato d’attesa. Lo vedevo nella gente che incrociavo per strada, nei cinema, al bar, nei vicini di casa, lo vedevo in rete. Tutto stava cambiando. In un tempo brave, brevissimo. Avrei potuto scriverci la tesi di laurea: lo stato emotivo della massa in attesa.


Nel mio caso l'effetto deterrente non funzionava molto bene. Era una notte che diventava mattina e fissavo con ostinazione i piccoli crateri bruciati sulle mie mani. Ero arrivato alla mani. Nella penombra sembrava una fantasia a pois.