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Una generazione dopo...

Inutile, Anna non riusciva a trovare la chiave. Quel maledetto file era vecchio, il supporto hardware addirittura preistorico. Avrebbe dovuto farcela in due ore. Invece erano due giorni e Ash le stava col fiato sul collo. Un fiato che puzzava d’alcol, peraltro.

– Secondo me ci dobbiamo bere su – disse Ash.

Anna si voltò lentamente a guardarla con un sorrisetto ironico che aveva perfezionato allo specchio.

– E in che modo bere gioverà all’impresa, esattamente?

Momento di silenzio.

– Perché ti intontisce i neuroni, quindi sarai obbligata a trovare nuove strade cerebrali e magari un pensiero inatteso, anche noto come colpo di genio, ti farà sentire cretina per non aver visto una soluzione così ovvia.

Anna ci pensò su. – Ok – disse poi. – È pronto il nuovo ammazza-bionde?

– Appena imbottigliato – disse Ash andando alla cassa che custodiva in un angolo del capannone.

Avevano trovato quella vecchissima chiavetta usb incrostata sul fondo di un computer che il padre di Ash aveva lasciato ad arrugginire nella rimessa per chissà quanti anni. Volevano provare a rimetterlo in sesto per ammazzare il tempo con qualche videogioco d’altri tempi, e invece estraendo il disco fisso avevano trovato la chiavetta.

Allora l’avevano connessa a una macchina funzionante ed erano state possedute da una frenesia nuova, che non aveva niente a che vedere col craccare il registro elettronico del prof di matematica. Impresa che avevano portato a compimento con successo, quindi perché diavolo non riuscivano a decriptare quel file?

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Al quarto shot Anna era allegra. Ottimista insomma. – Però non mi pare che mi stia venendo un’idea geniale – disse.

– È perché ci pensi troppo, come lo zen – biascicò Ash.

– Ogni tanto ti odio. Ma in generale ti voglio bene.

– Ok – fece Ash. – Dormiamo?

– Tu dormi – rispose Anna. – Io decripto questo bastardo.

Anna sudava, e odiava sudare. Ash dormiva, era molto carina. Anna le invidiava i capelli rossi. E le tette. Ma lei aveva degli addominali più scolpiti. Pensiero laterale, out of the box, non essere sempre così left-brained, si disse. Poi lei parlava meglio inglese, ma peggio in dialetto. Chiuse gli occhi e iniziò a picchiare sui tasti. Forse...

Alcune parole iniziarono a prendere forma. --- tutto --- in segreto? ---

– Non è vero – borbottò. – Che cazzata.

Ash si rigirò nel sacco a pelo.

– Ash – disse Anna scossandola con una mano e continuando a inserire dati con l’altra.

– Svegliati.

– mmmmhhh

– Svegliati, accidenti a te.

– Sono sveglia.

– La chiave è in dialetto.

– Scherzi?

– No.

– Ok, sono sveglia.

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.

Campeggiava a caratteri cubitali sulla prima pagina.

– Ma non è vero – disse quella cretina di Ash. – Cioè, la dignità può anche darsi, ma i diritti?

Anna la guardò delusa. – E se fosse un ideale?

– Dovrebbe essere al condizionale.

– Non sarebbe la stessa cosa. Dovrebbe essere all’imperativo, anzi. Nasciate tutti liberi ed eguali in dignità e diritti.

– Si può usare nascere all’imperativo?

– Ma sì, una cosa tipo, Fate in modo di nascere tutti liberi ed eguali in dignità e diritti.

– Ok – disse Ash. – Sarebbe bello.

– Tu e il condizionale.

– Dobbiamo dirlo alla Reba – disse Ash.

– Quella fifona si prenderà un colpo.

– E perché – chiese Ash scorrendo le pagine.

– Perché sono abbastanza sicura che questa roba sia molto, molto illegale – disse Anna.

Ash la fissò attentamente. - La Reba capirà.