bio

Faentina, classe 1986. Sono cresciuta con Tolkien e Philip Dick. All'università ho studiato filosofia e ho presentato una tesi di Semiotica dal titolo Problematiche filosofiche nella narrativa fantascientifica (analisi di Scorrete lacrime, disse il poliziotto di Philip K. Dick) che ha suscitato più sdegno che entusiasmo in commissione di laurea. Ho quindi deciso di non intraprendere la carriera accademica e mi sono trasferita in Inghilterra, poi in un paesino sperduto della Galizia. 

Nel frattempo ho scritto racconti per Fantasy magazine, Effemme e Speechless magazine, ho curato la rubrica Problemi d’identità seriale per la rivista Inkroci ed esplorato ambientazioni distopiche sul blog Philomela997.

Poi sono tornata in Romagna, perché l'aria è più dolce e l'estate più bella.

Ho frequentato la Bottega di Narrazione di Giulio Mozzi dedicandomi a nuove sperimentazioni narrative.

Ad oggi, la mia esperienza più significativa in ambito editoriale è la pubblicazione del romanzo Cenere con Zona42.

Il racconto L'attesa è uscito con l'antologia Italia Futura Presente edita da Delos.

Continuo a scrivere romanzi che mescolano generi, con immaginazioni weird ambientate tra i calanchi appenninici e incubi che filtrano in mondi quasi reali.

biblio

Cenere - Zona42

Cosa puoi fare se vivi in provincia, il regime corporatista incombe e cucinare cristalli o stordirsi di alcool non è più sufficiente?
Ash, la Reba e Anna se lo chiedono spesso e inventano il Gioco. Una scappatoia, una strategia di sopravvivenza e l’unica possibilità che hanno per dare un senso a giornate di ordinaria disperazione.
Nel frattempo intorno a loro tutto si fa più oscuro: la morte della Gramigna, un prete scomparso, un marchio a identificare chi non vuole o non può allinearsi al pensiero dominante.

Cenere è il racconto dell’estate in cui tre ragazze decidono di riprendere il controllo della propria esistenza: Ash alle prese con un padre sempre più distante, la Reba a cui servirebbero gambe funzionanti, Anna, alla ricerca del suo amore perduto.


 

Italia futura presente - Delos

Ho partecipato con L'attesa.


La raccolta contiene alcuni dei racconti che abbiamo pubblicato mensilmente dal 2016 a oggi: ci teniamo a dire che non è un “best of”, non raccoglie “i migliori racconti”, ma alcune storie che hanno attinenza con l’Italia e i possibili sviluppi di alcune tendenze di oggi.

Nella nostra collana ospitiamo infatti racconti sui futuri più prossimi, e sulle tendenze sociali, politiche e tecnologiche del presente, che stanno sviluppandosi più rapidamente.
La fantascienza sociale in fondo è proprio questo!


 

Problemi (d'identità) seriali - Inkroci

La narrazione seriale, quando sa osare, fa da specchio alle idiosincrasie del nuovo millennio.

Le serie televisive sono un prodotto culturale importante della società dei consumi e ne mettono in luce incubi e speranze.

Con questa rubrica voglio proporre un’interpretazione di serie quali Mr Robot, Sense8, The man in the high castle, Black mirror ecc. con un focus sul rapporto tra sistema e individuo, identità e comunicazione, percezione e realtà, testando tra gli altri l’assunto che il sistema e la comunicazione ad esso legata contribuiscano a plasmare la percezione soggettiva della realtà e con essa l’identità individuale.


 

Frontiera - Catnip

Quando fugge dal centro di detenzione con un pugno di compagni, esiste solo un obiettivo nella mente di Azura: recuperare Massimino, suo fratello, e portarlo in salvo oltre la frontiera con la Francia per raggiungere la Svezia. Lì, si dice, offrono asilo politico ai moderni clandestini: omosessuali, immigrati, mezzosangue.

Comincia così la storia di Azura, giovane italo-siriana intrappolata in un mondo che non la accetta, combattente impreparata ma caparbia, che ha nel cuore una chiara lista di priorità assolute. Insieme a lei Maslov, rivoluzionario russo e omosessuale dalle tendenze terroristiche, e Dalmasso, ricco pacifista a capo di un collettivo antagonista con sede a Torino.

Attorno a loro il nuovo mondo, fatto di innesti cerebrali e connessioni perenni, corruzione e oppressione, centri di identificazione, violazione della privacy, razzismo e omofobia.

E in mezzo al caos della rivoluzione solo una ragazza e il suo fratellino, e quella frontiera tra loro e la libertà.


 

Orme fantastiche - Catnip

Sette autori, sette racconti, sette mondi completamente diversi l’uno dall’altro. Sette sfaccettature di fantasy percorrono queste Orme Fantastiche, per chi ama il genere e per chi vuole conoscerlo meglio: dall’epico al dark, dall’urban allo steampunk, e così via, per tutti i gusti.


Ho partecipato a questa raccolta con il racconto Figlia.


“L’eco che scivolava sulle pareti di pietra era come miele alle sue orecchie.

– Il re è morto! Il re è morto! – ascoltava Sibilla col sangue ancora vischioso sulle mani forti di guaritrice. Il pugnale l’aveva già ripulito, invece.

Sentì i passi frenetici della sorellastra e si acquattò in un angolo.

– Padre – singhiozzava Irinia. – Oh, padre mio.

Avesse sgozzato anche lei avrebbe fatto un favore al regno, ma non c’era più tempo.”


 

Speechless magazine n. 2

Ho partecipato a questo numero della rivista con un articolo su Six Feet Under, una serie tv della HBO girata da Alan Ball.


Pur essendo pensata per un pubblico di massa si dimostra essere un testo in controtendenza in quanto tratta degli argomenti che oggi sembrano essere diventati tabù, come la morte e il cordoglio.

Il titolo si riferisce alla profondità a cui vengono sepolti i cadaveri così come, secondo l’interpretazione di Shoshana e Teman, all’attitudine moderna nei confronti del trapasso, per cui la società seppellisce la morte “sei piedi sottoterra”.


 

Effemme n. 5

Ho partecipato con il racconto Ibrido.


Sembrava che danzasse. I singhiozzi la scuotevano in movenze disarticolate, al ritmo assordante del suo cuore. Le mani artigliavano i capelli corvini. Si avvicinava allo specchio imponente, si ritraeva.

Quando i singhiozzi passarono, lasciandola preda del silenzio, alzò lo sguardo a cercare la propria immagine riflessa e sorrise, triste.

- Presto saremo insieme – disse tendendo una mano.

La fata mosca, ancorata con i piccoli artigli alla sua spalla, allungò a sua volta il braccio. Con una vocina biascicante intonò un lamento d’amore.


 

Fantasy magazine

Ho partecipato con il racconto Gaby, la morte e la lavanda.


Gaby mormorò con molta cura la preghiera che aveva imparato a catechismo, con le mani giunte. Quando ebbe finito fece il segno della croce, prese la paletta da giardinaggio della nonna e scavò una piccola buca sotto il cespuglio di lavanda profumata. Caroline avrebbe amato quel profumo, pensò.

Scavò la piccola buca e vi depose la sua bambola. Poi la ricoprì di terra, pressò bene e piantò una piccola croce di bacchetti e spago che aveva costruito il giorno prima.


 

la mia collezione di citazioni

…the only people for me are the mad ones, the ones who are mad to live, mad to talk, mad to be saved, desirous of everything at the same time, the ones who never yawn or say a commonplace thing, but burn, burn, burn like fabulous yellow roman candles exploding like spiders across the stars and in the middle you see the blue centerlight pop and everybody goes “Awww!”

[On the road, Kerouac]

 

I must learn that as an artist my credibility lies with me, God, and my work.

[Julia Cameron]

 

He only earns his freedom and existence who daily conquers them anew.

[Faust, Goethe]

 

Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico.

[L’uomo a una dimensione, Marcuse, 1964]

 

Dio spiegò molte cose a Fat, ma non gli spiegò mai questo, a parte una enigmatica annotazione, che porta il numero 3 nel suo diario: 3. Lui fa sì che le cose sembrino differenti, per simulare il trascorrere del tempo.

[Valis, PKD]

 

Dopo che l’ala del martin pescatore ha risposto luce alla luce, e tace, la luce è ferma, al punto fermo del mondo che ruota.

[T. S. Eliot]

 

Tutti i giorni vanno verso la morte, l’ultimo ci arriva.

[Michelle de Montaigne]

 

Guardare la vita in faccia, sempre, guardare la vita in faccia, e conoscerla per quello che è, alfine, conoscerla, amarla, per quello che è, e poi, metterla da parte, Per sempre gli anni che abbiamo trascorso, Per sempre gli anni, Per sempre l’amore, Per sempre le ore.

[The hours]

 

Maybe the soulmate is the person who forces your soul to grow the most.

[Six Feet Under]

 

Entra un uomo piccolo e fragile, accolto da un applauso che non ho mai udito prima, seguito dallo strano silenzio assoluto di una moltitudine di persone. Abbassa una bacchetta e un rumore enorme e meraviglioso riempie il mondo. Più di ogni altra cosa, voglio far parte di quel rumore.

[Una musica costante]

 

Un dio deve dire solo una parola, e in quella parola la pienezza. Nessuna voce articolata da lui può essere inferiore all’universo o minore della somma del tempo. Ombre o simulacri di quella voce che equivale a un linguaggio, sono le ambiziose e povere voci umane tutto, mondo, universo.

[Borges – La scrittura del Dio]

 

Una parola o un’immagine è simbolica quando implica qualcosa che sta al di là del suo significato ovvio e immediato. Possiede un aspetto più ampio, “inconscio”, che non è mai definito con precisione o compiutamente spiegato.

[Jung, L’uomo e i suoi simboli]