20 luglio a Bologna!

Lunedì 20 luglio, alle 19, sarò in Piazza Verdi a Bologna con Giorgio della Zona e Nicoletta Vallorani a chiacchierare di fantascienza!

Il nome è libertà. Scrivere fantascienza, fare letteratura dalla parte delle donne.

U. K. Le Guin una volta ha detto che, per chiunque scriva, non esiste che una (splendida) ricompensa, e non è il profitto, ma la libertà. Nell’immaginario distopico e nella scrittura di fantascienza, l’orizzonte invisibile delle donne – come scrittrici, personagge, traduttrici, editor e agenti attivi di vario genere – ha significato anche un piccolo margine di libertà, che in anni recenti ha prodotto sguardi inediti sul mondo che sarà. Le donne protagoniste di questo difficile quanto controverso genere letterario si muovono in ambiti diversificati ed esercitano questa resistenza, un tempo silenziosa e ora più esplicita, con l’estro pacifico e ostinato che le contraddistingue. 

Dialogheranno sul tema Nicoletta Vallorani e Elisa Emiliani, partecipa Giorgio Raffaelli, Zona 42

Nicoletta Vallorani scrive fantascienza dall’inizio degli anni ’90. Lettrice onnivora e docente di Letteratura Inglese, ha esordito con Il cuore finto di DR (premio Urania nel 1993 e tradotto in Francia da Rivages) e ha poi continuato a scrivere seguendo la doppia pista del noir e della fantascienza con Marcos y Marcos e Einaudi – Stile libero. Pubblicata in Francia da Gallimard, ha vinto il Premio Maria Teresa di lascia nel 2012 con Le Madri cattive (Salani 2011).
Avrai i miei occhiè appena uscito con Zona 42, e con questo editore torna, in buonissima compagnia, alla fantascienza.
Vive a Milano con molte contraddizioni.

Elisa Emilianifaentina, classe 1986, è la prima autrice italiana pubblicata da Zona 42.

Cresciuta a pane e fantascienza, ha presentato una tesi in Filosofia Semiotica dal titolo Problematiche filosofiche nella narrativa fantascientifica che ha suscitato più sdegno che entusiasmo in commissione di laurea. Ha deciso di non intraprendere la carriera accademica e si è trasferita in Inghilterra, poi in un paesino sperduto della Galizia dove è nata l’idea di Cenere.

È recentemente tornata nella Romagna faentina dove gestisce progetti di mobilità giovanile internazionale e scrive storie di incubi che filtrano in mondi quasi reali.

Il suo Cenere è un possibile antidoto al futuro velenoso che ci attende dietro l’angolo. Un inno alla forza imperitura dell’amicizia.


Img: fotogramma di “Enemy”

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